Al via la Stagione delle Spose e della Moda Bridal

Al via la Stagione delle Spose e della Moda Bridal
Ecco la collezione BOEMIA 2026 firmata Donatella Gallo, con la direzione artistica di Michele Squeri: tra romanticismo, rock e precisione scenica.

E siamo a maggio! Ha inizio la stagione dei matrimoni, degli abiti da sogno e dei “sì” sussurrati tra pizzi, tulle e taffetà.
Una straordinaria presentazione di questi abiti si è recentemente tenuta a Milano, in occasione della prestigiosa Exhibition Si Sposa Italia: una passerella dove la moda bridal ha incontrato l’arte, la musica e la visione.

BOEMIA 2026 è il titolo della sfilata della nuova collezione firmata Donatella Gallo, con la direzione artistica di Michele Squeri di @ottoquattroeventi.
Ad aprire lo show, le giovanissime ballerine, allieve dell’Accademia del Teatro alla Scala, ma a seguire, infrangendo ogni cliché bridal, l’ingresso delle modelle è stato accompagnato dalle note graffianti della musica rock.
Ne parliamo direttamente con Michele Squeri, per scoprire la visione e le scelte dietro uno show che ha saputo unire romanticismo e ribellione, arte e moda.


Michele, partiamo dall’inizio: quando ti è stato proposto di curare la direzione artistica della sfilata BOEMIA 2026, qual è stata la prima immagine o sensazione che hai voluto portare in scena?

Quando Francesca, la designer di Donatella Gallo, mi ha chiamato per chiedermi di curare la direzione artistica della sua sfilata, ero a Siviglia. Appena chiusa la telefonata, ho iniziato subito a visualizzare immagini, suoni e sensazioni che mi avrebbero fatto da ispirazione per tutto. La collezione si chiama Boemia e volevamo che il tema del cristallo fosse parte dello show, con tutte le sue caratteristiche: lucentezza, eleganza e fragilità.

La sfilata si è aperta con un sottofondo di musica classica e le ballerine dell’Accademia del Teatro alla Scala, ma l’ingresso delle modelle sulle note rock ha rotto le aspettative: puoi raccontarci il perché di questa scelta musicale e che tipo di atmosfera volevi creare?
La selezione musicale ha giocato un ruolo fondamentale nella creazione di questo show. Ci sono tre momenti caratterizzati da tre stili diversi, ma che si legano: l’opening con un contrasto tra musica classica ed elettronica, la sfilata, dove abbiamo creato un mashup di diverse canzoni dell’ultimo decennio, ma le abbiamo rieditate con un groove funky/rock che dava ritmo a tutta la passerella, e infine la chiusura con “Rumore” di Raffaella Carrà nella versione remix di J. T. Vannelli.
Volevamo fare “rumore”, e questo rumore lo abbiamo declinato inserendo le ragazze dell’Accademia del Teatro alla Scala, che danzavano sulle punte un brano dalle sonorità prettamente elettroniche, anche se contaminato dal “pas de quatre” del Lago dei Cigni.
La scelta di chiudere con “Rumore” di un’icona come Raffaella Carrà, invece, è un mio personalissimo in bocca al lupo a Francesca, perché nel mondo della moda bridal sta facendo e farà molto rumore, com’è giusto che una designer giovane e talentuosa come lei faccia.


Organizzare una sfilata bridal richiede attenzione ai dettagli e grande coordinamento. Quali sono, secondo te, gli aspetti più complessi da gestire dietro le quinte di uno show come questo?

Gli aspetti più complicati da gestire sono l’emozione che una sfilata bridal deve trasmettere. L’abito da sposa è un abito particolare, per un’occasione speciale, e deve emozionare. Trasmettere emozione è l’aspetto più importante e complicato da tenere a mente quando si lavora a progetti come questi. Una parte importantissima è la scelta delle modelle, che devono vestire bene l’abito, con le forme giuste, e in questo senso anche il fitting è fondamentale per avere una resa perfetta dell’abito in passerella ed evitare che le modelle inciampino nel vestito. Ogni aspetto è importante e deve essere in armonia con tutto il resto, per questo abbiamo lavorato anche sulla scelta degli accessori e sul definire il giusto look delle ragazze, curando trucco e acconciatura.

Photos: Michela Dalla Benedetta

Hai curato anche la regia delle luci, il ritmo degli ingressi, i tempi musicali: ci racconti come si costruisce – minuto per minuto – il “copione” di una sfilata?
Il copione della sfilata è la parte più tosta di questo lavoro: bisogna studiare ogni singolo dettaglio e sapere tutto quello che accadrà in passerella, quando accadrà, senza trascurare il backstage, che è la parte più importante (dal punto di vista tecnico) e critica allo stesso tempo. In questo caso, noi avevamo 11 modelle per 33 abiti. Ogni modella doveva cambiare tre abiti, e dovevamo fare in modo di avere il tempo necessario per farlo, senza pause e interruzioni.
Noi siamo partiti dalla collezione di Donatella Gallo, studiando gli abiti e strutturando l’ordine di uscita in passerella, tenendo conto del tempo per spogliare e rivestire le ragazze, ma non solo, perché nell’uscita finale volevamo tenere qualche abito d’effetto.
Subito dopo aver definito l’ordine di uscita, ci siamo dedicati all’apertura dello show, creando insieme alle ballerine la coreografia, gli ingressi e le uscite sui vari momenti musicali. La prima modella doveva uscire in un momento specifico e, partendo da quel punto, Martina Verasani ha sviluppato la coreografia.
Una volta definita questa parte, ci siamo dedicati alla scaletta ufficiale, gestendo le luci, il lancio dei video, la partenza delle musiche, creando una timeline scandita al minuto con tutti i dettagli di quello che sarebbe successo.

Photos: Licari In White

Cosa ti porti a casa da questa esperienza?
Questa esperienza è stata una bomba di energia. Con la mia squadra abbiamo lavorato duramente per creare tutto quello che è andato in scena: dalle musiche ai video, la gestione dei posti a sedere, gli omaggi floreali, per cui devo ringraziare Charles Lansdrop e Sprayroses by De Opstal.
La sintonia con Francesca e Donatella è stata perfetta: hanno capito la nostra visione e l’hanno sposata appieno, affidandosi a quella che era solo un’idea nella mia testa.
Nella pentola bollono diversi progetti: l’anniversario per i 60 anni di attività di un negozio di arredamento, a cui stiamo lavorando da qualche mese, che anche in questo caso vedrà diverse contaminazioni, qualche piccola sorpresa con Donatella Gallo (di cui però non posso ancora svelare nulla), e poi a breve si apre la stagione dei matrimoni, dove ci divertiremo parecchio in giro per l’Italia con le nostre coppie.

Infine, cosa bolle in pentola per @ottoquattroeventi? Possiamo aspettarci nuove contaminazioni tra moda, arte e spettacolo nei tuoi prossimi progetti?
Nella pentola bollono diversi progetti: l’anniversario per i 60 anni di attività di un negozio di arredamento, a cui stiamo lavorando da qualche mese, che anche in questo caso vedrà diverse contaminazioni, qualche piccola sorpresa con Donatella Gallo (di cui però non posso ancora svelare nulla), e poi a breve si apre la stagione dei matrimoni, dove ci divertiremo parecchio in giro per l’Italia con le nostre coppie.

Concludiamo dicendo che quello che emerge chiaramente da questa intervista è l’incredibile quantità di lavoro e passione che si celano dietro la creazione di una sfilata di abiti da sposa. Ogni elemento, dalla musica alla coreografia, dalla scelta delle modelle alla perfetta gestione delle luci, è il risultato di un impegno meticoloso e di una visione condivisa che trasforma l’evento in un’esperienza unica.
La direzione artistica, guidata da Michele Squeri, non è solo una questione di creatività, ma di una gestione tecnica impeccabile che permette a ogni dettaglio di brillare e a ogni movimento di essere perfettamente sincronizzato. Dietro le quinte, il lavoro è incessante, ma è proprio questo che rende ogni sfilata una vera opera d’arte. In un settore come quello della moda bridal, dove l’emozione e l’eleganza sono al centro di tutto, il duro lavoro di professionisti come Michele e il suo team è ciò che fa la differenza, facendo sì che ogni sfilata non sia solo un evento, ma un momento indimenticabile per tutti coloro che vi partecipano.

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