VISIONI D’IMPRESA. INTERVISTA A GIOVANNI COLOMBA

VISIONI D’IMPRESA. INTERVISTA A GIOVANNI COLOMBA
General Manager e Owner di Relais Histò – Taranto

“Visioni giovani, radici profonde”
Giovanni Colomba Junior e la rinascita del Relais Histò:
tra impresa familiare, turismo esperienziale e futuro globale.

Taranto, terra di contrasti e bellezze da riscoprire, fa da sfondo a una storia di impresa giovane e determinata. Giovanni Colomba Junior ha raccolto la sfida di rilanciare il Relais Histò, una delle strutture più iconiche del Sud Italia, con una visione imprenditoriale che unisce eleganza, territorio e internazionalizzazione. In questa intervista, Giovanni racconta la sua storia, i valori che lo guidano e l’esperienza del primo grande evento firmato dalla sua nuova direzione: la cena di gala “Histò Dream 2025”, che ha portato a Taranto le eccellenze del wedding internazionale. Un dialogo autentico che parla di sfide, visione e rispetto, dentro e fuori l’impresa. 

Photo @michael_zennaro

Giovanni, sei giovanissimo e già alla guida di una delle location più affascinanti del Sud Italia. Com’è iniziata questa avventura?
Questa avventura è iniziata da un lungo percorso. Essendo l’azienda e la proprietà di famiglia – mio nonno è il fondatore – e avendo lui gestito per molto tempo questa bellissima struttura con enti terzi, circa un anno fa ha manifestato la volontà di tornare a lavorare con le forze familiari. Ho colto subito questa opportunità, e questo mi rende molto fiero. Sono contento di quello che stiamo facendo e credo che stiamo portando avanti un ottimo lavoro.

Quindi per te è anche un po’ una sfida, no? Riuscire a portare avanti questa realtà di famiglia…

Assolutamente sì, è una grande sfida, che ho deciso di affrontare con convinzione. Anche perché ci troviamo in un contesto non semplice, come quello della Puglia e, nello specifico, di Taranto, una città spesso maltrattata ma che nasconde davvero tante meraviglie.

Chi è Giovanni fuori dal lavoro? Come ti descriverebbero i tuoi amici?
Uno tsunami, un tornado, un creatore!

Ah, molto bene, le basi ci sono direi! E quali sono i valori che ti guidano nella vita privata e nel lavoro?
Il rispetto. Il rispetto per se stessi, per gli altri. È questo il valore centrale, sia nella vita privata che nel lavoro.

Photo @michael_zennaro

Prima parlavi di tuo nonno: è stato lui il mentore che ha avuto un impatto forte sul tuo modo di fare impresa, o hai anche qualche altra figura di riferimento?
Le figure sono diverse. Sicuramente mio nonno. Ma, se facciamo un passo indietro, credo che ognuno di noi faccia dei “riassunti” delle esperienze e delle persone che lo ispirano.
Oltre a mio nonno, c’è anche mio padre.
E c’è anche il compagno di mia madre, che mi ha trasmesso molto, insieme a tante altre persone che mi hanno ispirato nel tempo.
Poi, ricordo che già a 16 anni facevo il cameriere in una pizzeria del mio paese, a Martina Franca, e l’ho fatto per diversi anni. Ho sempre lavorato, fin da ragazzo, anche in ruoli semplici come il cameriere o il rider. Queste esperienze mi hanno insegnato il valore del lavoro e mi hanno formato, perché credo che ogni percorso, anche il più umile, contribuisca a costruire l’imprenditore che vuoi diventare.

Quindi dei punti di riferimento maschili… e le donne?
Certo! Mia madre, mia sorella… donne fondamentali nella mia vita. E non ultima la mia ragazza, la mia compagna, che è stata davvero importante, crescendo con me.

Photos: relaishisto.it

Relais Histò è una realtà che unisce eleganza, storia e territorio. Qual è la tua visione per il futuro della struttura?
Valorizzare proprio questi tre aspetti – eleganza, storia e territorio – che per me sono fondamentali. Ma soprattutto trasmetterli, comunicarli. È questa la parte più importante. Eventi come quello che stiamo vivendo ora sono occasioni per promuovere e condividere tutta questa bellezza. Come dicevamo prima, nonostante le difficoltà del territorio, la chiave è proprio far conoscere ciò che di bello c’è.

Hai studiato all’estero, quindi hai avuto anche una visione “esterna”. Cosa significa per te “fare impresa” oggi, soprattutto al Sud?
Fare impresa al Sud non è semplice. Ma credo sia importante dire che le potenzialità che abbiamo qui sono enormi. Forse più di quanto ci si aspetti rispetto ad altri contesti, dove ormai si è visto tutto. Qui, invece, c’è ancora tanto da costruire. Potremmo dire che, qui, il first mover può davvero fare la differenza.

Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato finora come imprenditore? O la più grande soddisfazione?
Per me è un percorso continuo, in cui sono immerso ogni giorno, perché non ci si ferma mai. Il settore dell’hotellerie è molto impegnativo, richiede costanza e visione. E io, come dicevo, sono un po’ uno tsunami: sempre in movimento.
Una delle soddisfazioni più recenti è stata la cena di gala “Histò Dream 2025”, un evento di grande prestigio che ho voluto curare nei minimi dettagli. Per l’occasione ho coinvolto Diana Da Ros, event planner di fama internazionale, affidandole la progettazione e il coordinamento. Abbiamo accolto dieci special guest provenienti dal mondo del wedding di lusso a livello globale, rendendo Histò un punto di riferimento per il turismo esperienziale e per l’hospitality d’alta gamma. L’evento si è inserito all’interno della terza edizione del tour PugliaIN Wedding Tourism, organizzato da Pubblivela e Assowedding Milano: una sinergia che ha dato risalto al territorio e lo ha proiettato su scenari internazionali.
Questo per me è fare impresa oggi: unire radici e ambizione, territorio e rete globale.

Photos @michael_zennaro

Quindi pensi che il turismo di qualità possa essere un motore di rinascita per questa zona?
Assolutamente sì. Ci sono elementi storici, enogastronomici e anche industriali che vanno mantenuti, perché rappresentano un’opportunità. Ma oggi, il turismo può davvero essere la leva che fa crescere questa città, e la fa crescere bene.

Immagina te stesso tra 10 anni: dove ti vedi, e dove vedi il Relais Histò?
Bella domanda… la rifacciamo tra dieci anni!
Scherzi a parte, immagino Relais Histò su piattaforme sempre più elevate. Il lavoro che ci aspetta è fitto e punta in alto. Immagino la struttura come un luogo che saprà mantenere la sua storia, ma con servizi e ambienti ancora più raffinati. E io mi vedo alla guida di tanti nuovi, grandi progetti.

Davvero determinato! Un ultimo consiglio per i giovani che, a differenza tua, vedono l’imprenditoria come qualcosa di troppo rischioso. Cosa diresti a chi vorrebbe seguire una strada simile alla tua?
Direi prima di tutto di credere in sé stessi e in ciò che si fa. Di lavorare con attenzione ai dettagli, senza lasciare nulla al caso, dal più piccolo progetto al più grande. E soprattutto di circondarsi di persone che condividono i propri valori, come il rispetto, di cui abbiamo parlato prima.

In un Sud che spesso viene raccontato solo per le sue difficoltà, ascoltare voci come quella di Giovanni Colomba Junior è un segnale potente. Giovani imprenditori che scelgono di restare — e investire — nel proprio territorio, scommettendo su bellezza, autenticità e relazioni di valore. Perché il futuro dell’impresa, forse, è proprio questo: il coraggio di costruire qualcosa che somigli a sé stessi.

Photos @michael_zennaro

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