VOCI DEL WEDDING. Intervista a DIANA DA ROS International Wedding & Event Planner.
Da esperta di Moda e Media a protagonista del mondo del Wedding, con una visione che unisce il tocco internazionale e un cuore tutto italiano.
Diana Da Ros, un percorso di studi tra Arte e Moda e diverse esperienze professionali presso Media e Fashion Brands, tra cui il programma televisivo Nonsolomoda di Mediaset, poi Event Manager per un tour operator americano. Oggi sei una Professionista riconosciuta nel settore Wedding e anche Cultural Ambassador for International Experiences e Docente per Assowedding. La tua carriera ha un background molto interessante e variegato, spaziando tra turismo, arte, moda e media. Come queste esperienze ti hanno preparato per diventare una destination wedding planner?
Il mondo della moda, così come il mondo dell’arte e dei matrimoni hanno tutti in comune l’amore per la bellezza, la creatività e l’armonia.
Dare forma alle idee, all’estetica delle emozioni: è ciò che accade nella moda così come negli eventi. E il matrimonio, in particolare, è uno degli eventi più significativi della vita, quello che rimane impresso per sempre.
Sono sempre stata e lo sono ancora oggi, una persona estremamente curiosa, attenta ai dettagli, con un animo internazionale. Credo che questa curiosità e il desiderio di scoprire il mondo, siano la base del mio lavoro, perché lavorare in tante destinazioni internazionali vuol dire prima di tutto conoscerle, saperle valorizzare, rispettarle e amplificarne la bellezza.
Realizzando matrimoni internazionali, lavori con coppie provenienti da tutto il mondo. Quali sono le sfide più grandi nell’organizzare matrimoni per sposi internazionali?
Ogni coppia ha le proprie esigenze e tradizioni. L’approccio multiculturale è fondamentale, perché le sfide possono essere molteplici: da quelle logistiche, quando la destinazione è difficilmente raggiungibile, a quelle culinarie, quando vengono richiesti menù multietnici fino alle richieste particolari di VIP e celebrities, che riguardano temi, intrattenimento, allestimenti creativi. L’obiettivo principale è mettere a proprio agio ogni ospite, indipendentemente dalla sua provenienza, e offrire un servizio flessibile e attento. Anche i fusi orari, che a volte possono risultare complicati, sono solo una questione di buona organizzazione.
Dal punto di vista culturale, quali sono le differenze più significative tra le aspettative degli sposi italiani e quelle di chi viene dall’estero?
In Italia, la maggior parte delle coppie sceglie cerimonie tradizionali e ricevimenti classici, mentre chi arriva dall’estero è alla ricerca di esperienze uniche, alla scoperta del territorio, dell’autenticità e, al contempo, dell’originalità. Desiderano un alto livello enogastronomico, un’atmosfera accogliente e quel Made in Italy di cui tanto si parla, ma che si concretizza soprattutto nelle persone: il calore di chi fa le cose con passione, quella ‘Italian style’ che il mondo intero ama. Chi arriva dall’estero spesso sogna di festeggiare per almeno tre giorni: dal welcome party al matrimonio, fino al brunch post-wedding.
Il nostro Paese ha molti scenari da offrire al pubblico estero, e’ nostro compito saperli valorizzare e promuovere.
Nel mondo dei matrimoni, quale tendenza pensi stia prendendo piede oggi, e come evolverà il settore nei prossimi anni?
Le tendenze, così come le mode, cambiano continuamente. Più che seguire le tendenze oggi dobbiamo stare al passo con un’evoluzione dinamica. Oggi siamo nell’era della connettività globale, in cui tutto deve essere condiviso immediatamente. Anche i fotografi e videomaker sono chiamati a consegnare le immagini in tempi rapidissimi: sono lontani i giorni in cui l’album veniva consegnato un anno dopo!
I cambi d’abito sono sempre più frequenti. Ci sono spose che scelgono addirittura tre o più outfit per i festeggiamenti, uniti al cambio di acconciatura e make-up.
Inoltre, aumentano le “experience” durante l’evento matrimonio. Ad esempio, per far divertire gli ospiti, si organizzano mini corsi per fare il limoncello, la pasta, la ceramica, i giochi di una volta, pittura su varie superfici e tanto altro intrattenimento.
Spesso la musica non è più solo un sottofondo di accompagnamento ma diventa protagonista con veri e propri spettacoli.
Ai matrimoni non ci si annoia più: ci sono innumerevoli attività da fare e provare, che divertono non solo gli ospiti, ma anche chi organizza l’evento.
Hai anche scritto un libro, “Prima che tu Dica Sì”, che sta avendo un discreto successo, e che è stato presentato in città come New York, Milano e Roma. Cosa ti ha spinto a scrivere un libro e quale messaggio vuoi trasmettere ai lettori?
Credo che nella vita, ad un certo punto, ogni persona pensi: “Dovrei scrivere un libro”. E anche a me è successo. Dopo aver vissuto tante esperienze in Italia e nel mondo, aver conosciuto culture diverse, ho sentito il desiderio di raccontare ciò che accade dietro le quinte di un evento. Quello che gli sposi e gli ospiti non vedono, ma che noi, come team di organizzatori, viviamo intensamente. Perché sì, ci emozioniamo anche noi, ogni volta.
Per quanto riguarda il messaggio che volevo trasmettere con il mio libro, è presto detto: siamo di passaggio in questa vita, quindi lasciatevi sorprendere dalle piccole cose, perché spesso, è proprio un piccolo dettaglio a diventare uno dei passi più significativi del nostro cammino.
Nel tuo libro, parli di alcuni aspetti che riguardano gli imprevisti che possono sorgere durante un matrimonio. Secondo te, qual è l’errore più comune che le coppie fanno prima di dirsi “sì”?
Prima di dire Sì spesso le coppie si preoccupano di più degli altri che di se stessi. Ecco, a tutti loro vorrei dire: è il vostro giorno, prima di tutto dovete fare e scegliere ciò che piace a voi, non pensate a compiacere gli altri, siate voi stessi, non abbiate paura di far uscire le vostre emozioni, non fatevi condizionare troppo da tutto quello che vi diranno, la scelta finale deve essere sempre vostra.
Qual è il matrimonio o l’evento più memorabile che hai organizzato fino ad oggi, e cosa lo ha reso così speciale?
E’ difficile rispondere a questa domanda perché ogni evento e matrimonio che ho organizzato fino ad oggi ha una sua unicità e momenti memorabili.
Forse potrei dire di alcuni momenti più emozionanti, quelli sì. Come ad esempio ascoltare le promesse di una coppia in Puglia che hanno fatto piangere tutti noi collaboratori, fornitori compresi, piuttosto che quel raggio di sole che illuminò gli sposi quando venne citata la mamma dello sposo che non c’era più, o quell’arcobaleno che spazzò via una tempesta di pioggia poco prima di una cerimonia all’aperto, o il matrimonio a tema “Signore degli anelli” in un bosco dell’Alto Adige.
Come vedi il futuro del destination wedding? Ci sono nuove destinazioni o tendenze che pensi stiano emergendo?
Ci sono destinazioni che non passano mai di moda, come l’Italia, ma ci sono anche nuove mete estreme come i deserti o i luoghi ghiacciati, piattaforme galleggianti o sospese, luoghi remoti per essere originali. Gli operatori del wedding del nostro bel paese devono prepararsi, aggiornarsi, e offrire sempre il meglio, poiché adesso la competizione è a livello internazionale.
Quanto è importante per te la collaborazione tra fornitori, durante un evento o un matrimonio?
La collaborazione tra fornitori è tutto. E’ Team Working, è energia pura. Può essere anche divertimento quando nel team c’è un’amicizia che dura nel tempo.
Con alcuni fornitori collaboro da oltre 15 anni e sono diventati per me come una seconda famiglia.
Organizzare un matrimonio è come girare un film in diretta: ogni singolo fornitore è un personaggio fondamentale, e la wedding planner è il regista. Senza i giusti attori, non si può realizzare il film. E nessuna scena si può ripetere. Io e il mio Team, siamo consapevoli di questa grande responsabilità.
Se dovessi dare un consiglio a chi sogna di entrare nel mondo del wedding planning, quale sarebbe?
Armatevi di pazienza e abbiate fame di emozioni. Allenatevi, preparatevi a sacrificare tanto del vostro tempo. Chiedete prima di tutto a voi stessi quanto vi può piacere questo lavoro e se lo desiderate davvero. “Sposare” questo mondo è un grande impegno, una grande responsabilità ma anche un grande privilegio. Sognate sì, ma lavorate sodo e abbiate rispetto per tutto il team, perché i sogni si realizzano in squadra, sempre.
PER CONTATTARE DIANA @dianadaros dianadaros.com
Photos: @pasqualecuorvophotography e @michael_zennaro
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